La CNA segnala che per artigiani e piccole imprese il costo del credito rimane elevato, soprattutto per i finanziamenti di importo ridotto, spesso necessari per investimenti mirati, gestione della liquidità o superamento di fasi di tensione finanziaria. Un’elaborazione dell’associazione sui tassi applicati al 31 dicembre 2025 evidenzia che il piccolo credito continua a risultare più oneroso rispetto ai prestiti di maggiore dimensione, con differenze rilevanti anche tra aree territoriali e categorie di imprese. Il Mezzogiorno risulta la macroarea più penalizzata, mentre permangono forti divari regionali. Il costo della liquidità è particolarmente gravoso per le operazioni di importo contenuto. Pur in presenza di una riduzione rispetto ai picchi del 2023, il costo del denaro resta lontano dai livelli precedenti alla stretta monetaria. La CNA sollecita il rafforzamento degli strumenti di accesso al credito, garanzie più efficaci e procedure più rapide.
Confisca dei beni: cosa cambia con le nuove regole su sequestri, cripto-attività e recupero patrimoniale
Il D.Lgs. n. 186/2026, pubblicato nella G.U. 16 ottobre 2026 n. 241, non ridisegna il sistema delle confische ma lo rafforza con innesti mirati. Introduce la confisca per equivalente dei beni strumentali e quella dei beni trasferiti a terzi consapevoli, amplia e...

