Il diritto di sciopero, sancito dall’art. 40 della Costituzione, rappresenta uno strumento fondamentale di tutela collettiva con effetti diretti sulla busta paga dei lavoratori. Durante l’astensione opera, infatti, il principio “no work, no pay”: vengono decurtate le retribuzioni collegate alla presenza, pur restando salvi istituti indiretti e differiti come ferie, TFR e anzianità. Sul piano fiscale, le detrazioni per lavoro dipendente continuano a spettare, anche se in misura rapportata ai giorni lavorati. Quando, come nel caso della giornata del 3 ottobre 2025, lo sciopero è dichiarato illegittimo dalla Commissione di garanzia dello sciopero (CGSSE), l’azienda può qualificare l’assenza come ingiustificata e avviare un procedimento disciplinare, graduando le sanzioni fino al licenziamento nei casi più gravi.
Ferie, congedi e permessi per il dipendente: come gestirli (anche per il rientro a scuola dei figli)
Con l’inizio dell’anno scolastico tornano anche le richieste dei lavoratori alle aziende in merito al differimento dell'orario di entrata, alle uscite anticipate o alle assenze per la gestione dei figli, soprattutto durante i periodi di inserimento al nido e alla...


