I “buchi” contributivi possono essere coperti dagli assicurati alla previdenza grazie a una serie di strumenti previsti dalla normativa in materia. Tra questi, i più importanti sono rappresentati dalla possibilità di riscattare i periodi non contribuiti e dall’autorizzazione alla contribuzione volontaria. Riscatto e contribuzione volontaria non sono, però, da confondere; tali istituti, infatti, sono caratterizzati da regole, logiche, finalità e costi differenti. Entrambi gli strumenti possono essere utili, la scelta dipende, tra l’altro, dalla specificità di ogni posizione previdenziale. La valutazione di convenienza richiede, dunque, un’analisi individuale e personalizzata. Cosa prevede in dettaglio il riscatto? Cosa, invece, la contribuzione volontaria? Quali differenze vi sono rispetto all’autorizzazione della copertura? Quali i differenti costi?
Nuova DSU e ISEE 2026: modulistica e istruzioni aggiornate
Il decreto ministeriale di aggiornamento della modulistica ISEE interviene sulla Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), adeguandone struttura, quadri e istruzioni operative in coerenza con il DPCM 5 dicembre 2013, n. 159 e con la disciplina in materia di ISEE...


