La legge n. 132/2025 sull’intelligenza artificiale interviene anche sull’ambito di applicazione soggettivo del nuovo regime impatriati, precisando che vi rientrano anche i lavoratori che “hanno svolto un’attività di ricerca anche applicata nell’ambito delle tecnologie di intelligenza artificiale”. Benché nelle intenzioni del legislatore tale novella dovrebbe avere una valenza puramente specificativa dei requisiti di elevata specializzazione o qualificazione che già rientrano tra i presupposti soggettivi che legittimano l’accesso al regime impatriati, la formulazione normativa si presenta piuttosto generica e potrebbe ampliare la platea di lavoratori beneficiari.
25 anni dall’attuazione comunitaria del contratto a termine: cosa ci hanno insegnato?
E’ passato un quarto di secolo dall’attuazione nell’ordinamento italiano della direttiva europea sul lavoro a tempo determinato, che è stato probabilmente uno degli istituti più discussi, modificati e ideologicamente contesi dell’intero diritto del lavoro. Considerato...


