I colossi del food delivery sono ancora al centro della cronaca giornalistica relativamente alla qualificazione del rapporto di lavoro dei riders, alla retribuzione spettante, al contratto collettivo applicabile. Non si tratta di novità assolute: di questi temi si è occupato più volte il nostro legislatore, nonché la giurisprudenza. E in questo contesto, già di per sé articolato, si colloca la Direttiva europea sul miglioramento delle condizioni di lavoro mediante piattaforme digitali, in corso di attuazione in Italia. Ma il quadro delineato, per quanto apparentemente chiaro, porta con sé una questione di fondo: la difficoltà di conciliare l’attività dei riders con i modelli tradizionali che si imperniano sul rapporto di lavoro subordinato. Conciliazione che deve avvenire in sede di relazioni industriali. Urge, quindi, una presa di coscienza e l’individuazione di una via concertativa.
Trasparenza retributiva ed obblighi informativi: cosa cambia prima e durante il rapporto di lavoro
Il decreto legislativo sulla trasparenza retributiva (D.Lgs. n. 96/2026), in vigore dal 7 giugno 2026, introduce specifici obblighi informativi già prima dell’avvio del rapporto di lavoro. In particolare, il provvedimento prevede che i candidati devono essere...


