I colossi del food delivery sono ancora al centro della cronaca giornalistica relativamente alla qualificazione del rapporto di lavoro dei riders, alla retribuzione spettante, al contratto collettivo applicabile. Non si tratta di novità assolute: di questi temi si è occupato più volte il nostro legislatore, nonché la giurisprudenza. E in questo contesto, già di per sé articolato, si colloca la Direttiva europea sul miglioramento delle condizioni di lavoro mediante piattaforme digitali, in corso di attuazione in Italia. Ma il quadro delineato, per quanto apparentemente chiaro, porta con sé una questione di fondo: la difficoltà di conciliare l’attività dei riders con i modelli tradizionali che si imperniano sul rapporto di lavoro subordinato. Conciliazione che deve avvenire in sede di relazioni industriali. Urge, quindi, una presa di coscienza e l’individuazione di una via concertativa.
Rapporto biennale parità di genere: invio entro il 30 aprile 2026 per evitare sanzioni
Entro il 30 aprile 2026 le imprese private e pubbliche, che occupano più di 50 dipendenti, sono obbligate alla redazione e trasmissione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativo al biennio 2024/2025. Un adempimento inderogabile, che...


