La Corte di Giustizia UE, con sentenza del 26 marzo 2026 nella causa C‑412/24, ha stabilito che un marchio può risultare ingannevole quando contiene un numero idoneo a evocare un anno di fondazione remoto e, quindi, un savoir‑faire storico inesistente. Il caso riguardava l’uso della dicitura «Fauré Le Page Paris 1717» da parte di una società fondata nel 2009, operante nella pelletteria di lusso, contestata da Goyard per la falsa suggestione di una tradizione artigianale risalente al XVIII secolo. La Corte ha chiarito che, nel settore del lusso, qualità e prestigio rientrano tra le caratteristiche rilevanti ai fini dell’ingannevolezza. Spetta al giudice nazionale verificare se il pubblico percepisca il numero come riferimento a un’antica tradizione, valutando il marchio nel suo complesso e il messaggio complessivamente trasmesso.
Come cambiano il diritto di recesso dei soci e lo statuto con la riforma del TUF 2026
La riforma del TUF attuata dal D.Lgs. n. 47/2026 ha introdotto un regime speciale per le società di “nuova quotazione” e le PMI che prevede la semplificazione dei quorum per le modifiche statutarie e la sterilizzazione del diritto di recesso speculativo. Con le...


