Dal 2026, una volta che sia stata trasposta la direttiva dell’Unione Europea n. 970 del 10 maggio 2023, sarà possibile per i lavoratori interrogare il proprio datore di lavoro per conoscere, nel dettaglio, quale sia la retribuzione corrisposta ai propri colleghi che godono del medesimo inquadramento. Obiettivo: assicurare la parità di retribuzione per uno stesso lavoro, o per un lavoro di pari valore, a tutela anche della parità di genere. Previste sanzioni per chi non rispetta queste regole. In questa attività, nessun diritto di privacy. Sembra davvero che la direttiva UE possa modificare profondamente i sistemi di retribuzione del personale e sarebbe bene, dati i tempi stretti che rimangono, per conformarsi, che questi pochi mesi siano utilizzati al meglio, mettendo a punto una legge chiara e di facile attuazione pratica.
Identificazione dei near miss: quali sono gli obblighi per le imprese
Il legislatore, con il decreto Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro ha valorizzato le misure per prevenire gli infortuni sul lavoro, obbligando i soggetti della sicurezza non solo a rispettare le disposizioni, ma procedendo verso la strada della cultura della...


