Tra gli interventi allo studio della legge di Bilancio 2023 in ambito pensionistico, sembra ormai scontata la proroga di Opzione donna, che consente alle lavoratrici di ottenere un trattamento pensionistico con requisiti notevolmente ridotti. In base alle attuali previsioni relative alla possibile proroga al 2023, i nuovi requisiti previsti saranno 35 anni di contributi, da raggiungere entro il 31 dicembre 2022, e 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti e 59 per le lavoratrici autonome. I 35 anni di contribuzione richiesti dovranno essere maturati presso un’unica gestione al netto dei periodi di disoccupazione indennizzata, nonché di malattia e infortunio non integrati, per le iscritte all’Assicurazione generale obbligatoria e presso i fondi sostitutivi della stessa.
Obbligo contributivo nel licenziamento annullabile: i limiti del potere sanzionatorio dell’INPS
Nell’ambito dei casi di reintegra per licenziamento annullabile i contributi si versano con i soli interessi legali e senza sanzioni. L’INPS, tuttavia, si discosta dalla normativa (art. 18, comma 4, Stat. lav. e art. 3, comma 2, D.Lgs. n. 23/2015) trasformando...


