Il decreto PNRR, al fine di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso, ha previsto l’incremento di un ulteriore 10% della maxisanzione per lavoro nero. La maggiorazione può essere ulteriormente incrementata del 20% nell’ipotesi in cui il lavoratore impiegato risulti essere un extracomunitario non in regola col permesso di soggiorno ovvero un minore in età non lavorativa o un lavoratore appartenente a nuclei familiari che godono del reddito di cittadinanza, oggi reddito di inclusione. Ma non solo. La maggiorazione complessiva del 30% verrà raddoppiata laddove, nei tre anni precedenti, il datore di lavoro sia stato destinatario di sanzioni amministrative per i medesimi illeciti. Quali sono i datori di lavoro interessati dalle nuove disposizioni? Chi è invece escluso? In quali casi la maxisanzione non trova applicazione?
Obbligo contributivo nel licenziamento annullabile: i limiti del potere sanzionatorio dell’INPS
Nell’ambito dei casi di reintegra per licenziamento annullabile i contributi si versano con i soli interessi legali e senza sanzioni. L’INPS, tuttavia, si discosta dalla normativa (art. 18, comma 4, Stat. lav. e art. 3, comma 2, D.Lgs. n. 23/2015) trasformando...


