La Corte di giustizia UE, nella sentenza del 22 gennaio 2026 alla causa C‑144/24, ha accolto parzialmente il ricorso della Commissione contro l’Ungheria riguardo a una serie di misure introdotte dal 2021 nel settore dei materiali da costruzione. Tali misure prevedono prezzi di riferimento per sabbia, ghiaia e cemento, una tassa mineraria aggiuntiva applicata quando il prezzo di vendita supera tali valori, un obbligo minimo di estrazione e poteri estesi all’autorità di vigilanza mineraria. La Corte ha ritenuto che la tassa mineraria aggiuntiva costituisca una restrizione alla libertà di stabilimento, poiché riduce drasticamente la redditività delle imprese interessate, rendendo l’investimento poco attrattivo o non sostenibile. Inoltre, pur basandosi su un criterio apparentemente neutro, la tassa colpisce in modo sistematico imprese controllate da società di altri Stati membri, configurando una discriminazione indiretta.
Cooperative sociali: al via la campagna straordinaria ispettiva 2026
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il Decreto del 4 giugno 2026 con cui la Direzione Generale Servizi di Vigilanza ha dato avvio a una campagna ispettiva sulle cooperative sociali. Il Decreto dispone l’avvio dell'indicata campagna e...


