La Corte di giustizia UE, nella sentenza del 22 gennaio 2026 alla causa C‑144/24, ha accolto parzialmente il ricorso della Commissione contro l’Ungheria riguardo a una serie di misure introdotte dal 2021 nel settore dei materiali da costruzione. Tali misure prevedono prezzi di riferimento per sabbia, ghiaia e cemento, una tassa mineraria aggiuntiva applicata quando il prezzo di vendita supera tali valori, un obbligo minimo di estrazione e poteri estesi all’autorità di vigilanza mineraria. La Corte ha ritenuto che la tassa mineraria aggiuntiva costituisca una restrizione alla libertà di stabilimento, poiché riduce drasticamente la redditività delle imprese interessate, rendendo l’investimento poco attrattivo o non sostenibile. Inoltre, pur basandosi su un criterio apparentemente neutro, la tassa colpisce in modo sistematico imprese controllate da società di altri Stati membri, configurando una discriminazione indiretta.
Abuso di posizione dominante: corrette le decisioni della Commissione su poteri d’indagine
L'avvocato generale della Corte di giustizia UE, nelle conclusioni nelle cause C-496/23 e C-497/23, propone il rigetto delle impugnazioni della Meta Platforms Ireland nell'ambito di un'indagine per abuso di posizione dominante sull'utilizzo dei dati Facebook Data e...


