La Corte di giustizia UE, nella sentenza del 22 gennaio 2026 alla causa C‑144/24, ha accolto parzialmente il ricorso della Commissione contro l’Ungheria riguardo a una serie di misure introdotte dal 2021 nel settore dei materiali da costruzione. Tali misure prevedono prezzi di riferimento per sabbia, ghiaia e cemento, una tassa mineraria aggiuntiva applicata quando il prezzo di vendita supera tali valori, un obbligo minimo di estrazione e poteri estesi all’autorità di vigilanza mineraria. La Corte ha ritenuto che la tassa mineraria aggiuntiva costituisca una restrizione alla libertà di stabilimento, poiché riduce drasticamente la redditività delle imprese interessate, rendendo l’investimento poco attrattivo o non sostenibile. Inoltre, pur basandosi su un criterio apparentemente neutro, la tassa colpisce in modo sistematico imprese controllate da società di altri Stati membri, configurando una discriminazione indiretta.
Appalti pubblici: chiarimenti su uso delle capacità della società figlia e regolarizzazione DGUE
Con la sentenza del 22 gennaio 2026 alla causa C-812/24, la Corte di Giustizia UE chiarisce che una società madre può usare le capacità della società figlia per partecipare a una gara, anche se la controlla al 100%. Inoltre la mancata presentazione del DGUE della...


