La legge di Bilancio 2025 ha previsto l’applicazione del reverse charge per le prestazioni di servizi rese nei confronti di imprese che svolgono attività di trasporto e movimentazione merci e servizi di logistica. Il decreto fiscale ha ampliato il presupposto oggettivo di tale regime; in considerazione della non immediata operatività della disciplina (la cui efficacia è subordinata all’autorizzazione UE) è stato introdotto, in via transitoria, un regime facoltativo che prevede che il committente paghi il corrispettivo al prestatore al netto dell’IVA, senza quindi subire la rivalsa, e versi l’IVA direttamente all’erario in nome e per conto del prestatore stesso. Tuttavia, nemmeno il regime opzionale è operativo: manca ancora il provvedimento attuativo dell’Agenzia delle entrate che definirà le modalità e i termini della nuova disciplina.
Buoni pasto del professionista: quali sono le criticità applicative?
Per il professionista che opera in autonomia, senza un rapporto di lavoro subordinato o una collaborazione assimilata, i costi relativi ai buoni pasto risultano deducibili nel limite del 75% entro il 2% del fatturato annuo, mentre l’IVA resta interamente detraibile....


