La legge sull’IA nel mondo del lavoro? Una cornice ancora incompleta da riempire di contenuti

da | 23 Feb 2026 | Ipsoa - Lavoro

L’intelligenza artificiale è ormai entrata stabilmente nei contesti lavorativi di grandi e piccole imprese, ridefinendo in profondità dinamiche organizzative e processi decisionali e rivoluzionando anche gli stessi strumenti di lavoro. La legge n. 132/2025 è un primo passo verso una regolazione nazionale dell’IA nel lavoro, ma al momento è più una dichiarazione di intenti che un impianto operativo. Pertanto, la sua concreta efficacia dipenderà dai futuri decreti attuativi, dai meccanismi di enforcement e, non da ultimo, dalla capacità degli attori coinvolti – pubblici e privati – di tradurre i principi in prassi virtuose. I principi etici si stanno delineando nel dibattito, ma mancano presìdi giuridici che restituiscano effettività alla regolazione. In questo scenario, il compito di dare corpo e significato alla legge spetterà, come spesso accade, all’interprete: giuslavoristi, sindacati, imprese, giudici saranno chiamati a riempire di contenuti una cornice ancora incompleta. Senza questo sforzo, il rischio è quello di un impianto normativo fragile, che si sovrappone a regole esistenti senza integrarle realmente, moltiplicando le incertezze applicative.

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