Con la nota n. 5944 del 2025, l’INL pone nuovamente l’attenzione sul provvedimento di interdizione ante e post partum delle lavoratrici madri e sulle relative implicazioni operative per le aziende. Il datore di lavoro è centrale nel processo: dalla valutazione del rischio alla verifica dell’impossibilità di mansioni alternative, fino alla gestione documentale e dei termini istruttori. Un ruolo importante per tutelare la salute della madre e del nascituro e ridurre il rischio ispettivo. Come gestire le procedure per l’interdizione e adempiere agli obblighi previsti dal D.lgs. n. 151/2001?
Decreto Lavoro 2026: novità per TEC, rinnovo CCNL, distacco lavoratori e staff leasing
Ridefinizione del trattamento economico complessivo - TEC ai fini della determinazione del salario giusto, incremento dal 30% al 50% dell’anticipazione forfettaria in caso di mancato rinnovo dei contratti collettivi, nonché novità per il distacco di lavoratori tra...


