Con la nota n. 5944 del 2025, l’INL pone nuovamente l’attenzione sul provvedimento di interdizione ante e post partum delle lavoratrici madri e sulle relative implicazioni operative per le aziende. Il datore di lavoro è centrale nel processo: dalla valutazione del rischio alla verifica dell’impossibilità di mansioni alternative, fino alla gestione documentale e dei termini istruttori. Un ruolo importante per tutelare la salute della madre e del nascituro e ridurre il rischio ispettivo. Come gestire le procedure per l’interdizione e adempiere agli obblighi previsti dal D.lgs. n. 151/2001?
Permessi legge 104 condivisi: cosa succede se si superano i tre giorni mensili
L’INPS, con la circolare n. 100/2026, ha fornito chiarimenti sul superamento del limite complessivo di tre giorni mensili di permesso previsto dalla legge n. 104/92, quando più lavoratori sono autorizzati ad assistere la stessa persona con disabilità. In caso di...


