Con la nota n. 5944 del 2025, l’INL pone nuovamente l’attenzione sul provvedimento di interdizione ante e post partum delle lavoratrici madri e sulle relative implicazioni operative per le aziende. Il datore di lavoro è centrale nel processo: dalla valutazione del rischio alla verifica dell’impossibilità di mansioni alternative, fino alla gestione documentale e dei termini istruttori. Un ruolo importante per tutelare la salute della madre e del nascituro e ridurre il rischio ispettivo. Come gestire le procedure per l’interdizione e adempiere agli obblighi previsti dal D.lgs. n. 151/2001?
Sicurezza nei luoghi di lavoro: i problemi della Giustizia restano, anche dopo il referendum
L’esito del referendum popolare del 21 e del 22 marzo 2026 non deve indurre a trascurare i problemi della giustizia, in particolare, quelli che incidono negativamente sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Si tratta di problemi che investono sia le magistrature di...


