La Corte costituzionale, con la sentenza n. 185 del 16 dicembre 2025, ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale sulla riforma del reato di traffico di influenze illecite del 2024. Pur riducendo l’ambito della tutela penale, la riforma non viola gli obblighi della Convenzione di Strasburgo, che richiede di punire l’“influenza impropria” ma lascia agli Stati un margine di discrezionalità nel definirne i confini. La Corte ha ritenuto legittima la scelta del legislatore italiano di limitare il reato ai casi in cui la mediazione sia finalizzata alla commissione di un reato da parte del pubblico ufficiale. Ha inoltre sottolineato la necessità di una disciplina organica del lobbying, utile a distinguere chiaramente tra intermediazione lecita e illecita e a rafforzare la tutela dell’imparzialità amministrativa.
Agricoltura: differita al 10 aprile 2026 la sottoscrizione delle polizze assicurative per le colture a ciclo autunno primaverile
Nella Gazzetta Ufficiale n. 107 dell’11 maggio 2026 è stato pubblicato il decreto 31 marzo 2026 con cui il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, in riferimento al piano di gestione dei rischi in agricoltura 2026, differisce al 10...


