Con l’interpello n. 130 del 2024, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale dell’indennità risarcitoria a favore del lavoratore somministrato. Per tale indennità, che ristora per intero il pregiudizio subito dal dipendente, sia ai fini retributivi e contributivi, l’Agenzia ritiene che sia qualificabile quale risarcimento del danno consistente nella perdita di redditi di lavoro dipendente e come tale abbia una valenza sostitutiva del reddito non conseguito ai sensi dell’art. 6 del TUIR e di conseguenza da assoggettare a tassazione separata. Quali sono le ragioni a supporto della tesi dell’Agenzia delle Entrate?
Interdizione post partum: provvedimento rivedibile in autotutela
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con il parere n. 1829 del 2026, ha chiarito che la definitività di un provvedimento di interdizione post partum comporta l’esaurimento dei rimedi amministrativi ordinari, ma lascia impregiudicato il potere-dovere...


