La Corte di Appello di Bologna, con sentenza n. 223/2025, ha riconosciuto piena validità all’impugnazione stragiudiziale del licenziamento effettuata tramite PEC, equiparandola alla raccomandata A/R. La comunicazione via posta elettronica certificata, anche priva di firma digitale, è idonea a manifestare la volontà del lavoratore e rilevante ai fini del computo dei 180 giorni per il deposito del ricorso giudiziale. La decisione rafforza il valore probatorio della PEC nel contesto giuslavoristico.
Responsabilità sociale dell’impresa e ESG: perché Adriano Olivetti ha insegnato molto
Pioniere dei moderni concetti di responsabilità sociale dell’impresa, ovvero di quella sua componente che è il welfare aziendale, e di ESG, per Adriano Olivetti i servizi verso i propri dipendenti e il territorio erano un dovere e una responsabilità dell'impresa. Il...


