Il documento della Banca d’Italia del 20 gennaio 2026 dal titolo “Il rischio cibernetico delle imprese non finanziarie”, introduce un indicatore di vulnerabilità al rischio cibernetico per le imprese non finanziarie italiane, sviluppato tramite tecniche di elaborazione del linguaggio naturale e modelli avanzati di intelligenza artificiale applicati a bilanci, notizie e rapporti di cybersecurity. L’indicatore si fonda su una nuova tassonomia pensata per il contesto italiano, che integra in un unico quadro metodologico aspetti finora valutati separatamente: attacchi subiti, conformità normativa, tecnologie di difesa e certificazioni di sicurezza. I dati mostrano un aumento degli attacchi informatici dal 2019 e rivelano che l’impatto negativo di un incidente è immediato e superiore ai benefici delle misure difensive, che maturano nel tempo. Le imprese inoltre comunicano maggiori informazioni sul rischio solo dopo un attacco. I risultati evidenziano la necessità di includere il rischio cibernetico nella valutazione del merito creditizio.
Tutela penale dell’ambiente: via libera dal CDM al decreto di attuazione UE
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che attua la direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente, aggiornando il quadro europeo del 2008‑2009. Il testo recepisce i pareri parlamentari e rafforza il Sistema di...


