La Corte Costituzionale ha confermato, con la sentenza n. 137 del 28 luglio 2025, la legittimità delle preclusioni probatorie dettate dall’art. 32, commi 4 e 5, del D.P.R. n. 600/1973. Tuttavia, ribadendo i principi applicativi fondamentali, quali l’invito specifico e mai generico da parte dell’Agenzia e l’avvertimento delle conseguenze della tardività, nonché la circostanza che l’omissione debba essere intenzionale ed escludendo i documenti già in possesso dell’Amministrazione o di contenuto misto, la pronuncia stigmatizza la risalente visione autoritaria e afflittiva del rapporto tra Amministrazione e contribuente, valorizzando invece ampiamente il principio di collaborazione e buona fede tra la parte pubblica e quella privata.
STP e STA: l’imputazione del reddito per trasparenza
Con il principio di diritto n. 3 del 23 settembre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la possibilità di redigere l’atto pubblico o la scrittura privata autenticata fino alla presentazione della dichiarazione dei redditi, prevista dall’articolo 5, comma 3,...


