Con la sentenza del 4 giugno 2026 nella causa C-147/24 (Safi), la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha chiarito i limiti entro cui uno Stato membro può negare il diritto di soggiorno derivato a un cittadino di Paese terzo genitore di un minore cittadino dell’Unione. La Corte ha stabilito che il semplice fatto che il genitore disponga di un titolo di soggiorno in un altro Stato membro non è sufficiente per giustificare il rigetto della domanda. Prima di adottare una decisione negativa, le autorità nazionali devono verificare se la vita familiare possa effettivamente proseguire nell’altro Stato e se il trasferimento del minore sia compatibile con il suo interesse superiore.
Nuovi assunti: gestione TFR nei primi 60 giorni
Con il messaggio n. 2325 del 2026, l'INPS fornisce le prime istruzioni operative in merito alla gestione del trattamento di fine rapporto nell'ambito del nuovo sistema di adesione automatica alla previdenza complementare dei lavoratori dipendenti del settore privato...


