Con la sentenza del 4 giugno 2026 nella causa C-560/24 (Besthame), la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha stabilito che le autorità nazionali possono continuare a indagare su eventuali frodi o abusi del diritto legati all’ottenimento di un diritto di soggiorno derivato, anche quando l’interessato abbia successivamente acquisito la cittadinanza dello Stato membro ospitante. La Corte ha chiarito che l’articolo 35 della direttiva 2004/38 consente agli Stati membri di accertare l’esistenza di matrimoni fittizi o altri comportamenti fraudolenti posti in essere per ottenere vantaggi derivanti dal diritto dell’Unione, indipendentemente dal fatto che il soggetto non sia più titolare di un diritto di soggiorno fondato sulla direttiva.
Nuovi assunti: gestione TFR nei primi 60 giorni
Con il messaggio n. 2325 del 2026, l'INPS fornisce le prime istruzioni operative in merito alla gestione del trattamento di fine rapporto nell'ambito del nuovo sistema di adesione automatica alla previdenza complementare dei lavoratori dipendenti del settore privato...


