Nella sentenza dell’11 giugno 2026, causa C‑65/25, la Corte di giustizia chiarisce l’ambito di applicazione della direttiva (UE) 2021/2167 sui gestori e acquirenti di crediti deteriorati e della direttiva (UE) 2015/849 in materia antiriciclaggio. La Corte afferma che le direttive europee non operano retroattivamente e non possono incidere su cessioni di NPL avvenute prima della scadenza del termine di recepimento. Pertanto, una disciplina nazionale che non richiedeva la forma scritta dei contratti e non assoggettava i cedenti a vigilanza AML resta pienamente valida per il periodo anteriore. Gli Stati membri conservavano infatti autonomia regolatoria e non erano tenuti ad applicare obblighi non ancora vigenti.
IA: l’UE pubblica il codice di buone pratiche definitivo sulla marcatura e l’etichettatura
Il Codice di buone pratiche sulla marcatura dei contenuti generati dall’IA definisce misure volontarie per aiutare fornitori e deployer a rispettare gli obblighi di trasparenza dell’AI Act, applicabili dal 2 agosto 2026. Il Codice richiede etichettature chiare per...


