La nuova edizione del CPB per il biennio 2025/2026 porta in “dono” il nuovo vincolo di adesione congiunta tra società/associazioni e relativi soci o associati. Una modifica (analizzata dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 9/E del 2025) che rischia di limitare ulteriormente l’attrattività dello strumento, già poco utilizzato nella sua prima edizione 2024/2025. Infatti, in sostanza, l’adesione di ciascuno dipende dalla volontà (e convenienza) altrui, con un effetto domino scoraggiante. La sensazione è che il CPB continui a camminare su un crinale sottile: tra ambizione e diffidenza, tra intenzioni riformatrici e criticità operative, tra semplificazione promessa e complessità realizzata.
Buoni pasto del professionista: quali sono le criticità applicative?
Per il professionista che opera in autonomia, senza un rapporto di lavoro subordinato o una collaborazione assimilata, i costi relativi ai buoni pasto risultano deducibili nel limite del 75% entro il 2% del fatturato annuo, mentre l’IVA resta interamente detraibile....


