La sentenza della Corte costituzionale (n. 36/2025) ha depotenziato la preclusione assoluta di deposito in secondo grado delle procure, deleghe e ogni altro atto di conferimento di potere, ove questi non fossero stati depositati in primo grado. Non si tratta di un’abrogazione della preclusione che faceva pensare a una liberalizzazione dei depositi, ma solo una relativa apertura rispetto allo sbarramento iniziale. Infatti, la parte processuale che volesse depositare questi atti per la prima volta in appello deve provare la propria incolpevole condotta sull’omesso deposito in primo grado, mentre se è il Giudice a volerli ammettere deve motivare tale scelta nella propria sentenza.
Adesione agli atti di recupero di crediti indebitamente compensati: pronti i codici tributo
Con risoluzione n. 25 del 26 giugno 2026 l’Agenzia delle Entrate ha previsto l’istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite il modello F24 delle somme dovute a seguito di conciliazione di cui al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 su atti di...


