La sentenza della Corte costituzionale (n. 36/2025) ha depotenziato la preclusione assoluta di deposito in secondo grado delle procure, deleghe e ogni altro atto di conferimento di potere, ove questi non fossero stati depositati in primo grado. Non si tratta di un’abrogazione della preclusione che faceva pensare a una liberalizzazione dei depositi, ma solo una relativa apertura rispetto allo sbarramento iniziale. Infatti, la parte processuale che volesse depositare questi atti per la prima volta in appello deve provare la propria incolpevole condotta sull’omesso deposito in primo grado, mentre se è il Giudice a volerli ammettere deve motivare tale scelta nella propria sentenza.
Assegnazione agevolata da portare a termine entro il 30 settembre 2026
La legge di Bilancio 2026 ha riproposto il regime agevolato per l’assegnazione e la cessione ai soci di beni immobili e mobili registrati non strumentali e per la trasformazione in società semplice. Per poter fruire delle agevolazioni, che consistono in un prelievo...


