La sentenza della Corte costituzionale (n. 36/2025) ha depotenziato la preclusione assoluta di deposito in secondo grado delle procure, deleghe e ogni altro atto di conferimento di potere, ove questi non fossero stati depositati in primo grado. Non si tratta di un’abrogazione della preclusione che faceva pensare a una liberalizzazione dei depositi, ma solo una relativa apertura rispetto allo sbarramento iniziale. Infatti, la parte processuale che volesse depositare questi atti per la prima volta in appello deve provare la propria incolpevole condotta sull’omesso deposito in primo grado, mentre se è il Giudice a volerli ammettere deve motivare tale scelta nella propria sentenza.
Cooperazione doganale: pubblicate le Linee Guida AEO
Con un avviso del 22 aprile 2026 l’Agenzia delle Dogane ha reso noto che i competenti Servizi della Commissione Europea presso TAXUD hanno pubblicato, sul proprio sito istituzionale, un nuovo documento guida, frutto di consultazione con le associazioni di categoria,...


