Durante gli incontri con la stampa specializzata il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio ha evidenziato che è essenziale e improcrastinabile un intervento di rimodulazione della pressione fiscale anche per il ceto medio. Il riferimento è allo scaglione del 35%, quello che va dai 28.000 ai 50.000 euro di reddito, sul quale grava la maggior parte della pressione fiscale, anche considerando il 3% delle addizionali regionali e comunali.
Buoni pasto del professionista: quali sono le criticità applicative?
Per il professionista che opera in autonomia, senza un rapporto di lavoro subordinato o una collaborazione assimilata, i costi relativi ai buoni pasto risultano deducibili nel limite del 75% entro il 2% del fatturato annuo, mentre l’IVA resta interamente detraibile....


