Il sistema fiscale italiano è ancora basato sulla tassazione del lavoro umano, ma nella moderna economia digitale la ricchezza è sempre più generata dall’automazione (algoritmi e robot). Questa discrepanza crea iniquità, penalizzando le imprese ad alta intensità di lavoro e non intercettando la nuova capacità contributiva derivante dalla sostituzione della manodopera. La proposta di legge “Contributo automazione”, presentata al Senato, intende riallineare il patto sociale: non tassa lo strumento (il robot) ma il reddito sostitutivo misurabile, solo quando l’automazione rimpiazza l’attività umana. Il calcolo si basa sulla differenza tra il costo del personale atteso (benchmark settoriale) e quello effettivamente sostenuto dall’impresa. Il gettito ma alimenta un fondo vincolato (tributo di scopo) per finanziare riqualificazione professionale, ammortizzatori sociali e rafforzamento previdenziale.
Il credito del Gruppo IVA non può essere ceduto al consolidato fiscale
Con la risposta a interpello n. 88 del 2026, l’Agenzia delle Entrate ha escluso la possibilità di trasferire il credito IVA dal Gruppo IVA al consolidato fiscale nazionale. Una interpretazione rigorosa del principio di identità soggettiva che conduce all’assimilazione...


