Con la sentenza del 4 giugno 2026 nella causa C-147/24 (Safi), la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha chiarito i limiti entro cui uno Stato membro può negare il diritto di soggiorno derivato a un cittadino di Paese terzo genitore di un minore cittadino dell’Unione. La Corte ha stabilito che il semplice fatto che il genitore disponga di un titolo di soggiorno in un altro Stato membro non è sufficiente per giustificare il rigetto della domanda. Prima di adottare una decisione negativa, le autorità nazionali devono verificare se la vita familiare possa effettivamente proseguire nell’altro Stato e se il trasferimento del minore sia compatibile con il suo interesse superiore.
Giudici tributari onorari: procedura di infrazione contro l’Italia per disparità
La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia (INFR(2026)4004), contestando la disciplina applicabile ai giudici tributari onorari. Secondo Bruxelles, l’attuale normativa italiana determina una disparità di trattamento...


