Nel caso si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto di lavoro, il lavoratore può rassegnare le dimissioni per giusta causa, secondo quanto previsto dall’art. 2119, c.c. In questa ipotesi, secondo l’ordinanza n. 8564/2026 della Corte di Cassazione, solo in presenza di alcune specifiche condizioni, il lavoratore ha diritto a percepire la NASpI. Cosa prevede la disciplina generale relativa alle dimissioni? Quali sono le ipotesi che legittimano la giusta causa? Quali sono i diritti del lavoratore in caso di dimissioni per giusta causa? Quando si ha diritto a percepire la NASpI?
Agenti cancerogeni e tossici: da UE nuovi limiti di esposizione
Pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 30 ottobre 2026 la direttiva (UE) 2026/2450, che modifica la disciplina sulla protezione dei lavoratori dall’esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche per la riproduzione. Introdotti...

