Con la sentenza Ferrieri e Bonassisa c. Italia dell’8 gennaio 2026 (ricorsi n. 40607/19 e n. 34583/20), la Corte europea dei diritti dell’uomo ha nuovamente condannato lo Stato italiano: l’accesso ai dati bancari (conti, movimenti, operazioni) per finalità di verifica fiscale costituisce una significativa interferenza nella vita privata ai sensi dell’art. 8 CEDU e, nell’ordinamento italiano, manca un sistema di garanzie idoneo a prevenire arbitrarietà e abusi. Pertanto, la CEDU ha sottolineato la necessità di riformare la disciplina interna in materia di accesso e verifica dei dati bancari dei contribuenti da parte delle autorità tributarie.
Fiscalità d’impresa USA: interessi passivi tra deducibilità, limiti e solidità patrimoniale
Dal 2022 al 2024, le imprese statunitensi hanno subito una stretta significativa sulla deducibilità degli interessi passivi per via della riduzione della base di calcolo dall'EBITDA all'EBIT, penalizzando in particolare i settori ad alta intensità di capitale. Dal...


