La disciplina del comporto ha la funzione di bilanciare l’interesse del lavoratore alla conservazione del posto di lavoro e l’interesse dell’impresa alla continuità e alla prevedibilità dell’organizzazione. Pertanto, in questo contesto, la distinzione tra malattia e disabilità non è un formalismo: serve a decidere quando l’organizzazione debba adattarsi e quando, invece, valgono le regole generali. Tenere separati i due piani evita automatismi, consente scelte motivabili e preserva la prevedibilità gestionale, senza precludere soluzioni inclusive quando la disabilità è effettiva. Una linea di demarcazione essenziale per tutelare le persone e, insieme, per la tenuta degli obiettivi dell’impresa.
Permessi per grave infermità del familiare: quando spettano i tre giorni retribuiti?
La gestione delle richieste di fruizione dei tre giorni di permesso retribuito previsti per i casi di grave infermità di un familiare è una delle attività che i datori di lavoro si trovano spesso a dover gestire, anche in presenza di patologie comuni e di breve...


