La Corte di Appello di Bologna, con sentenza n. 223/2025, ha riconosciuto piena validità all’impugnazione stragiudiziale del licenziamento effettuata tramite PEC, equiparandola alla raccomandata A/R. La comunicazione via posta elettronica certificata, anche priva di firma digitale, è idonea a manifestare la volontà del lavoratore e rilevante ai fini del computo dei 180 giorni per il deposito del ricorso giudiziale. La decisione rafforza il valore probatorio della PEC nel contesto giuslavoristico.
Decreto Lavoro 2026: novità per TEC, rinnovo CCNL, distacco lavoratori e staff leasing
Ridefinizione del trattamento economico complessivo - TEC ai fini della determinazione del salario giusto, incremento dal 30% al 50% dell’anticipazione forfettaria in caso di mancato rinnovo dei contratti collettivi, nonché novità per il distacco di lavoratori tra...


