I “buchi” contributivi possono essere coperti dagli assicurati alla previdenza grazie a una serie di strumenti previsti dalla normativa in materia. Tra questi, i più importanti sono rappresentati dalla possibilità di riscattare i periodi non contribuiti e dall’autorizzazione alla contribuzione volontaria. Riscatto e contribuzione volontaria non sono, però, da confondere; tali istituti, infatti, sono caratterizzati da regole, logiche, finalità e costi differenti. Entrambi gli strumenti possono essere utili, la scelta dipende, tra l’altro, dalla specificità di ogni posizione previdenziale. La valutazione di convenienza richiede, dunque, un’analisi individuale e personalizzata. Cosa prevede in dettaglio il riscatto? Cosa, invece, la contribuzione volontaria? Quali differenze vi sono rispetto all’autorizzazione della copertura? Quali i differenti costi?
25 anni dall’attuazione comunitaria del contratto a termine: cosa ci hanno insegnato?
E’ passato un quarto di secolo dall’attuazione nell’ordinamento italiano della direttiva europea sul lavoro a tempo determinato, che è stato probabilmente uno degli istituti più discussi, modificati e ideologicamente contesi dell’intero diritto del lavoro. Considerato...


