I “buchi” contributivi possono essere coperti dagli assicurati alla previdenza grazie a una serie di strumenti previsti dalla normativa in materia. Tra questi, i più importanti sono rappresentati dalla possibilità di riscattare i periodi non contribuiti e dall’autorizzazione alla contribuzione volontaria. Riscatto e contribuzione volontaria non sono, però, da confondere; tali istituti, infatti, sono caratterizzati da regole, logiche, finalità e costi differenti. Entrambi gli strumenti possono essere utili, la scelta dipende, tra l’altro, dalla specificità di ogni posizione previdenziale. La valutazione di convenienza richiede, dunque, un’analisi individuale e personalizzata. Cosa prevede in dettaglio il riscatto? Cosa, invece, la contribuzione volontaria? Quali differenze vi sono rispetto all’autorizzazione della copertura? Quali i differenti costi?
Decreto Salute e Sicurezza: le novità della conversione in legge in G.U.
Più tempo per la formazione sulla sicurezza per le imprese dei settori della somministrazione di alimenti e bevande e del turismo. Con la pubblicazione della legge di conversione del decreto Salute e Sicurezza sul lavoro (D.L. n. 159/2025), gli esercizi di...


