Ormai la riforma delle sanzioni non è più procrastinabile, anche sulla spinta di solleciti internazionali. Il legislatore italiano sta cambiando la finalità delle sanzioni tributarie, passando dalla teoria dell’afflittività al concetto di premialità, valorizzando la soluzione amministrativa con nuove iniziative procedimentali (ad esempio lettere di compliance) rispetto a quella giurisdizionale, e accordando, in tali ipotesi, una consistente riduzione dell’importo delle penalità con l’utilizzo del ravvedimento operoso lungo. Da rivedere però anche l’esosità delle misure edittali, la mancanza di coordinamento tra ambito amministrativo e penale e la moltiplicazione di misure punitive per fatti sostanzialmente identici. Infine, ai contribuenti potrebbe essere assegnato un rating di virtuosità fiscale, che consenta in determinate ipotesi, la non applicazione delle sanzioni.
Rimborsi a famiglie e imprese nel 2025: i dati delle Entrate
Con un comunicato stampa del 2 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto i dati dei rimborsi fiscali. In particolare, dei 26,3 miliardi di euro di rimborsi fiscali complessivamente pagati nel 2025, quasi 5,3 miliardi riguardano rimborsi di imposte dirette:...


