ll welfare aziendale continua a crescere nelle PMI italiane, ma resta fortemente concentrato su strumenti di sostegno economico immediato come buoni pasto, buoni acquisto e fringe benefit. È quanto emerge dal Quarto Rapporto Annuale della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che fotografa un sistema in evoluzione, ancora segnato da forti differenze territoriali, limiti organizzativi e approcci spesso orientati più al vantaggio fiscale che a una strategia strutturata di gestione delle risorse umane. Accanto alla centralità del sostegno al reddito, iniziano però ad affermarsi nuove direttrici: cresce l’attenzione verso salute, conciliazione vita-lavoro, comunicazione interna e coinvolgimento dei dipendenti. Un cambiamento che interessa soprattutto le imprese più strutturate e i territori del Nord Italia, dove il welfare tende a diventare leva di benessere organizzativo e retention. Il Rapporto evidenzia inoltre il ruolo crescente della contrattazione collettiva e dei Consulenti del Lavoro nella diffusione di strumenti sempre più integrati nelle politiche aziendali, pur in un contesto in cui molte PMI continuano a percepire il welfare come un costo fisso difficile da sostenere nel tempo.
Nuovi assunti: gestione TFR nei primi 60 giorni
Con il messaggio n. 2325 del 2026, l'INPS fornisce le prime istruzioni operative in merito alla gestione del trattamento di fine rapporto nell'ambito del nuovo sistema di adesione automatica alla previdenza complementare dei lavoratori dipendenti del settore privato...


