Il decreto sulla trasparenza retributiva (D.Lgs. n. 96/2026) introduce un sistema sanzionatorio a due livelli, in cui le violazioni degli obblighi informativi assumono rilievo soprattutto se collegate a una discriminazione retributiva accertata. L’art. 13 del decreto legislativo richiama l’art. 41 del Codice delle pari opportunità, prevedendo sanzioni amministrative, effetti interdittivi con impatti su appalti o benefici pubblici. Per il datore di lavoro il rischio non è soltanto economico: la mancata tracciabilità dei criteri retributivi, la risposta incompleta alle richieste dei lavoratori e l’opacità nei sistemi di classificazione possono alimentare il contenzioso. Quali sono le principali fattispecie discriminatorie che possono attivare il sistema sanzionatorio?
AI e lavoro: quali sono e come si applicano le regole in vigore dal 23 ottobre 2026
Dal 23 ottobre 2026 entrano in vigore le disposizioni del D.Lgs. n. 179/2026 sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei rapporti di lavoro: dal divieto di adottare decisioni esclusivamente automatizzate, agli obblighi di trasparenza e fino alla valutazione dei...

