La tassa sui pacchi introdotta dalla legge di Bilancio 2026 presenta criticità sul piano economico e giuridico. Sotto il primo profilo, il contributo sta influenzando le scelte logistiche degli operatori (incentivati a immettere le merci in altri Stati membri dove il contributo non è previsto). Giuridicamente, il carattere generalizzato e forfettario del contributo nazionale rischia di tradursi in una misura con effetti analoghi a quelli di un dazio doganale, ponendosi potenzialmente in contrasto col TFUE e la logica stessa dell’unione doganale. Senza dimenticare il rischio di una duplicazione dei prelievi gravanti sulle medesime operazioni di importazione, con criticità evidenti di proporzionalità e certezza del diritto, quando (dal 1° luglio 2026) scatterà l’applicazione del prelievo aggiuntivo di 3 euro previsto a livello unionale.
Commercialisti: autovalutazione del rischio entro il 27 maggio 2026 con i nuovi modelli
Secondo quanto previsto dalla Regola Tecnica n. 1, entro il 27 maggio 2026 ciascun professionista deve provvedere all’aggiornamento dell’autovalutazione del rischio cui è esposto il proprio studio professionale. A tal fine, potrà utilizzare il modello AV.0 -...


