Con sentenza del 3 luglio 2025 nella causa C-605/23, la Corte di Giustizia UE ha affermato che, in ragione della direttiva IVA, non è ammissibile una normativa che limiti la portata del controllo giurisdizionale effettuato nell’ambito di una domanda di sospensione dell’esecuzione provvisoria di una misura amministrativa coercitiva a carattere penale alla verifica dell’esistenza di danni gravi o difficilmente riparabili che tale esecuzione provvisoria causerebbe, escludendo qualsiasi possibilità per il giudice investito di tale domanda di valutare se quest’ultima sia giustificata, sotto il profilo giuridico e fattuale, in virtù di argomenti idonei, prima facie, a rivelare l’illegittimità della misura in questione.
L’IVA si trasforma: qualità del dato, tecnologia e nuova relazione fisco‑impresa
La digitalizzazione sta trasformando profondamente il sistema delle imposte indirette, passando da un approccio documentale e statico a un modello dinamico e data-driven. L’evoluzione normativa e tecnologica sta ridefinendo la compliance IVA, dalla diffusione della...


