Il decreto Lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026) con l’introduzione del salario giusto affida alle parti sociali comparativamente più rappresentative la definizione del trattamento economico complessivo equo differenziato in base al settore, alle dimensioni dell’azienda e alla sua natura giuridica. L’assenza di una norma sulla rappresentatività sindacale costituisce, tuttavia, un grosso limite al sistema che potrebbe vanificare le intenzioni del Governo e lascia aperti alcuni interrogativi. In pratica è come se avessimo un bel quadro, ma non sappiamo dove fissarlo.
Confprofessioni compie 60 anni: le sfide per il lavoro autonomo
In occasione del congresso nazionale per il sessantesimo anniversario, svoltosi a Roma il 22 ottobre 2026, Confprofessioni ha rilanciato la necessità di politiche strutturali a sostegno dei liberi professionisti. Al centro del confronto, il contrasto alle...

