La Corte di giustizia dell’Unione europea è stata chiamata a pronunciarsi sulla compatibilità con il diritto della concorrenza di un accordo concluso nel contesto della pandemia di Covid-19 tra la Lega portoghese di calcio professionistico (LPFP) e i club di Prima e Seconda Divisione, volto a non assumere giocatori che avessero risolto unilateralmente il contratto. La Corte chiarisce che la qualificazione di un’intesa come restrizione “per oggetto” richiede un’analisi complessiva dei termini dell’accordo, del contesto economico e giuridico e degli obiettivi perseguiti. Nel caso di specie, l’accordo di non assunzione appare idoneo a incidere su un parametro essenziale della concorrenza – il mercato del lavoro dei calciatori – configurandosi come restrizione manifesta. Tuttavia, il contesto eccezionale della pandemia e le specificità del settore sportivo devono essere considerati nella valutazione complessiva.
Bonus mamme 2026: requisiti, limiti e importo
La circolare INPS n. 106/2026 definisce le condizioni per accedere al contributo di 60 euro mensili destinato alle lavoratrici madri, previsto dalla legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025). La verifica dei requisiti deve riguardare congiuntamente composizione...


