La Corte di giustizia dell’Unione europea è stata chiamata a pronunciarsi sulla compatibilità con il diritto della concorrenza di un accordo concluso nel contesto della pandemia di Covid-19 tra la Lega portoghese di calcio professionistico (LPFP) e i club di Prima e Seconda Divisione, volto a non assumere giocatori che avessero risolto unilateralmente il contratto. La Corte chiarisce che la qualificazione di un’intesa come restrizione “per oggetto” richiede un’analisi complessiva dei termini dell’accordo, del contesto economico e giuridico e degli obiettivi perseguiti. Nel caso di specie, l’accordo di non assunzione appare idoneo a incidere su un parametro essenziale della concorrenza – il mercato del lavoro dei calciatori – configurandosi come restrizione manifesta. Tuttavia, il contesto eccezionale della pandemia e le specificità del settore sportivo devono essere considerati nella valutazione complessiva.
Protocollo OIL n. 29: ratificata la norma sul lavoro forzato
La Legge 10 aprile 2026, n. 60 introduce nell’ordinamento italiano la ratifica e l’esecuzione del Protocollo del 2014 relativo alla Convenzione OIL n. 29 sul lavoro forzato o obbligatorio. Il provvedimento si inserisce nel quadro degli strumenti internazionali di...


