L’addebito delle spese comuni tra professionisti che condividono lo stesso studio (ad esempio, affitto, utenze, segreteria, etc.) non è espressamente regolato da una norma specifica, ma è delineata dalla prassi amministrativa. Ai fini IVA si possono rappresentare diversi scenari. Con la risposta a interpello n. 189 del 2025 l’Agenzia delle Entrate ha fornito utili indicazioni: nel caso di soggetti a detrazione piena, è consigliabile evitare di configurare il rapporto come mandato senza rappresentanza; qualora, invece, un professionista sia soggetto a detrazione limitata, la formalizzazione di un mandato senza rappresentanza può comportare un risparmio d’imposta.
Correzione errori contabili: le tempistiche da rispettare
Il decreto correttivo IRPEF-IRES (D.Lgs. n. 192/2025) interviene sulla disciplina della correzione degli errori contabili modificando l’ambito soggettivo, oggettivo e i profili temporali. Con particolare riguardo alle tempistiche entro cui deve essere operata la...


