Le novità della legge di Bilancio 2026 in materia di affitti brevi comportano l’attrazione di un maggior numero di contribuenti, che prima effettuavano locazioni brevi assoggettate a cedolare secca, nell’orbita dell’attività d’impresa. Ciò non determina necessariamente un aggravio a carico dei soggetti interessati; anzi, il passaggio alla partita IVA può tradursi in un vantaggio, laddove sia possibile adottare il regime forfetario. Di seguito si richiamano le disposizioni applicabili, tenuto conto anche degli inevitabili riflessi di carattere previdenziale, e si propone un caso esemplificativo che pone a confronto il carico fiscale e previdenziale complessivo nei due casi.
Controllo formale delle dichiarazioni dei redditi 2023: più tempo per l’invio dei documenti
Con riguardo al controllo formale delle dichiarazioni dei redditi relative al periodo d'imposta 2023, il CNDCEC ha evidenziato che, grazie a delle interlocuzioni avviate dal Consiglio nazionale, l'Agenzia delle Entrate ha confermato che, in ogni caso, la...


