Nella legge di Bilancio 2023 dovrebbe trovare spazio l’aumento del volume di ricavi che consente l’accesso al regime forfettario. Peraltro, salvo una modifica al limite di esonero vigente, i soggetti ammessi al “nuovo” regime forfetario saranno tenuti ad applicare l’IVA. Inoltre, considerando che l’aliquota mediamente applicata dai soggetti che dichiarano ricavi tra 65.000 e 100.000 euro è pari a circa il 26% (corrispondente a un reddito medio di 30.000 euro) e che nel regime forfetario il reddito viene individuato sulla base di aliquote diversificate applicate sul volume di ricavi/compensi dichiarati, l’accesso al “nuovo” regime forfetario (e l’applicazione di un’aliquota inferiore su un reddito più alto) potrebbe comportare imposte più elevate rispetto a quelle dovute con il regime ordinario.
Regime ”a realizzo controllato”: la valutazione antiabuso
Con la risposta a interpello n. 155 del 7 agosto 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in relazione all'interpello antiabuso con riferimento all'applicazione del regime ''a realizzo controllato'' (ex articolo 177, comma 2, del TUIR) al Conferimento, in ragione...


