Nella legge di Bilancio 2023 dovrebbe trovare spazio l’aumento del volume di ricavi che consente l’accesso al regime forfettario. Peraltro, salvo una modifica al limite di esonero vigente, i soggetti ammessi al “nuovo” regime forfetario saranno tenuti ad applicare l’IVA. Inoltre, considerando che l’aliquota mediamente applicata dai soggetti che dichiarano ricavi tra 65.000 e 100.000 euro è pari a circa il 26% (corrispondente a un reddito medio di 30.000 euro) e che nel regime forfetario il reddito viene individuato sulla base di aliquote diversificate applicate sul volume di ricavi/compensi dichiarati, l’accesso al “nuovo” regime forfetario (e l’applicazione di un’aliquota inferiore su un reddito più alto) potrebbe comportare imposte più elevate rispetto a quelle dovute con il regime ordinario.
Il credito del Gruppo IVA non può essere ceduto al consolidato fiscale
Con la risposta a interpello n. 88 del 2026, l’Agenzia delle Entrate ha escluso la possibilità di trasferire il credito IVA dal Gruppo IVA al consolidato fiscale nazionale. Una interpretazione rigorosa del principio di identità soggettiva che conduce all’assimilazione...


