Con la sentenza n. 35 del 2026 la Corte costituzionale dichiara non fondata la questione di legittimità sull’art. 7 del DL n. 4/2019, confermando la proporzionalità della pena (da due a sei anni) per le condotte fraudolente finalizzate all’ottenimento del reddito di cittadinanza. La Corte valorizza la specificità della misura e l’esigenza di tutela delle risorse pubbliche, escludendo sia una sproporzione intrinseca sia un’irragionevolezza rispetto a fattispecie analoghe.
Primo giorno di malattia: l’INPS cambia le regole per la determinazione
L’INPS, con la circolare n. 92/2026, ha fornito indicazioni sulla determinazione del primo giorno di malattia modificando un orientamento applicativo consolidato. Dal 4 settembre 2026 l’Istituto riconosce ai fini previdenziali, a determinate condizioni, anche il...


