Con la sentenza n. 35 del 2026 la Corte costituzionale dichiara non fondata la questione di legittimità sull’art. 7 del DL n. 4/2019, confermando la proporzionalità della pena (da due a sei anni) per le condotte fraudolente finalizzate all’ottenimento del reddito di cittadinanza. La Corte valorizza la specificità della misura e l’esigenza di tutela delle risorse pubbliche, escludendo sia una sproporzione intrinseca sia un’irragionevolezza rispetto a fattispecie analoghe.
Interdizione anticipata della lavoratrice madre: come evitare rischi e sanzioni
L’istituto dell’interdizione anticipata dal lavoro in caso di gravidanza costituisce uno degli ambiti più complessi disciplinati dal Testo Unico maternità e paternità (D.Lgs. n. 151/2001), in quanto incide contemporaneamente sulla tutela della salute della...


