I colossi del food delivery sono ancora al centro della cronaca giornalistica relativamente alla qualificazione del rapporto di lavoro dei riders, alla retribuzione spettante, al contratto collettivo applicabile. Non si tratta di novità assolute: di questi temi si è occupato più volte il nostro legislatore, nonché la giurisprudenza. E in questo contesto, già di per sé articolato, si colloca la Direttiva europea sul miglioramento delle condizioni di lavoro mediante piattaforme digitali, in corso di attuazione in Italia. Ma il quadro delineato, per quanto apparentemente chiaro, porta con sé una questione di fondo: la difficoltà di conciliare l’attività dei riders con i modelli tradizionali che si imperniano sul rapporto di lavoro subordinato. Conciliazione che deve avvenire in sede di relazioni industriali. Urge, quindi, una presa di coscienza e l’individuazione di una via concertativa.
Primo giorno di malattia: l’INPS cambia le regole per la determinazione
L’INPS, con la circolare n. 92/2026, ha fornito indicazioni sulla determinazione del primo giorno di malattia modificando un orientamento applicativo consolidato. Dal 4 settembre 2026 l’Istituto riconosce ai fini previdenziali, a determinate condizioni, anche il...


