Con il provvedimento n. 165 del 2026, il Garante per la protezione dei dati personali ha accertato l’illiceità del trattamento dei dati effettuato da una società in relazione alla gestione della posta elettronica aziendale di un ex dipendente. L’Autorità ha chiarito che il diritto di accesso ex art. 15 GDPR si estende all’intero contenuto della casella e-mail individualizzata, senza che il datore possa limitarlo alle sole comunicazioni “personali”. Il provvedimento affronta inoltre i profili di illegittimità connessi alla conservazione massiva delle e-mail e dei log di navigazione, nonché al mancato rispetto della disciplina sui controlli a distanza, concludendosi con l’irrogazione di una sanzione amministrativa di 50.000 euro.
Trasparenza retributiva ed obblighi informativi: cosa cambia prima e durante il rapporto di lavoro
Il decreto legislativo sulla trasparenza retributiva (D.Lgs. n. 96/2026), in vigore dal 7 giugno 2026, introduce specifici obblighi informativi già prima dell’avvio del rapporto di lavoro. In particolare, il provvedimento prevede che i candidati devono essere...


