Con il provvedimento n. 165 del 2026, il Garante per la protezione dei dati personali ha accertato l’illiceità del trattamento dei dati effettuato da una società in relazione alla gestione della posta elettronica aziendale di un ex dipendente. L’Autorità ha chiarito che il diritto di accesso ex art. 15 GDPR si estende all’intero contenuto della casella e-mail individualizzata, senza che il datore possa limitarlo alle sole comunicazioni “personali”. Il provvedimento affronta inoltre i profili di illegittimità connessi alla conservazione massiva delle e-mail e dei log di navigazione, nonché al mancato rispetto della disciplina sui controlli a distanza, concludendosi con l’irrogazione di una sanzione amministrativa di 50.000 euro.
Nuovi assunti: gestione TFR nei primi 60 giorni
Con il messaggio n. 2325 del 2026, l'INPS fornisce le prime istruzioni operative in merito alla gestione del trattamento di fine rapporto nell'ambito del nuovo sistema di adesione automatica alla previdenza complementare dei lavoratori dipendenti del settore privato...


