Internalizzare i costi ambientali connessi all’utilizzo di plastica monouso, orientando i comportamenti degli operatori economici con un disincentivo fiscale: è la finalità della plastic tax italiana. Ma in una logica di sistema, la plastic tax si inserisce in un contesto più ampio di matrice europea. Ecco allora che si pongono due problemi: qualora a livello politico si ritenga di mantenere l’imposta, vi è la necessità di individuare un termine certo, non più procrastinabile, a far data dal quale la plastic tax trovi effettiva applicazione (o, in caso contrario, definitiva abrogazione); l’esigenza che ogni intervento volto a dare attuazione al tributo sia valutato anche alla luce del quadro multilivello di fiscalità ambientale in cui si inserisce, soprattutto con riferimento ai profili comunitari. Non resta che augurarsi, dunque, che quello disposto dalla legge di Bilancio 2026 sia l’ultimo rinvio della plastic tax ed il nostro sistema tributario sia in grado di scegliere in quale direzione andare.
Cessione di terreni non edificabili: la tassazione sostitutiva conviene (quasi) sempre
Per le cessioni di terreni non edificabili, che danno luogo a plusvalenza tassabile se effettuate entro 5 anni dall’acquisto, il contribuente può optare per un regime sostitutivo, che prevede l’applicazione dell’imposta con l’aliquota del 26%, in luogo dell’IRPEF con...


